Il Venerdì Santo, come vuole la tradizione, tutti i cittadini di Strongoli , gli emigrati e molti dai paesi limitrofi accorrono alla processione. Una processione caratteristica, riproposta da oltre settant’anni.
Essa rappresenta i vari momenti della passione di Cristo ,accompagnata dalla banda Musicale Leonardo Vinci , dai canti popolari molto cari alla tradizione , dal famoso “lamento” delle donne e dagli uomini , che una volta , stavano dietro la bara.

La processione è resa più suggestiva da momenti di preghiera e di riflessione profonda, come ogni anno Don Rosario Morrone ha invitato i cittadini a riflettere sul perché Gesù, sacrificandosi sulla croce, ha dato la sua vita per noi e ha lasciato il suo testamento spirituale: “ Amatevi gli uni con gli altri, come vi ho amato io “. I simboli della processione del Venerdì santo sono sei.
IL Palo , con la scritta in latino S.P.Q.R rappresenta il potere del Senato romani che tramite Pilato condannò Gesù alla crocifissione. La Croce col panno bianco rappresenta le cinque piaghe inflitte al corpo di Gesù durante la passione.
L’Hecce Homo Rappresenta Gesù dopo la flagellazione e la coronazione di spine. Il Calvario rappresenta il viaggio di Gesù verso il golgota.La bara rappresenta Gesù nel suo sepolcro e l’addolorata Rappresenta il dolore di Maria davanti al martirio e la morte di suo figlio. Quattordici in tutto le stazioni.
Fare il Giudeo è una vera e propria usanza che da generazione in generazione vede sulla piazza susseguirsi membri della stessa famiglia.Alle 20.00 nella chiesa del Duomo tanto attesa c’è stata la chiamata della Madonna. Il Parroco Don Matteo Giacobbe, con molto pathos, è riuscito ad emozionare i presenti. La cosiddetta chiamata della Madonna consiste in tre momenti di riflessioni: l’Ecce Homo, la Croce e la figura della Madonna e si conclude con la deposizione della croce sulle braccia dell’Addolorata.
Quando sembra che tutto sia finito , in tarda serata , il piccolo paese di collina si illumina con le luci delle chiese decorate e gli altari della Reposizione, comunemente chiamati sepolcri, vengono infatti adornati con fiori e grano, simboli di vita e di speranza. Di fronte al Santissimo Sacramento, tanta gente recupera il bisogno di silenzio e di riflessione.
Esauste, le nostre amate anziane intonano nuovamente , prima di addormentarsi sfinite, il loro “lamento” come un arrivederci prima di abbandonarsi tra le braccia di Morfeo.
Usanze del genere non vanno perse, i protagonisti sono i nostri saggi anziani,che legati alla tradizione,rendono viva
una comunità importante come Strongoli.
una comunità importante come Strongoli.

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